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Anoressia nell'infanzia
Scritto da Dott. Alessio Penzo Mostra tutti gli articoli di questo autore.
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Anoressia nell'infanzia 

 

Come si manifesta l'anoressia nell'infanzia? In questo articolo vengono approfonditi sintomi, cause e prognosi dei vari tipi di anoressia che si manifestano nell'infanzia.

 

Disturbo della nutrizione dell’ infanzia o della prima fanciullezza


La caratteristica principale di questo disturbo, che esordisce prima dei 6 anni, è una persistente incapacità di alimentarsi adeguatamente e dunque di aumentare di peso con una importante perdita di peso nel periodo di almeno 1 mese.
Tale comportamento non è legato ad un disturbo gastrointestinale causato da una condizione medica generale (per es., reflusso gastroesofageo) e non è dovuto ad un altro disturbo mentale o alla  mancanza di cibo.


Manifestazioni associate possono essere:

 

- irritabilità e apatia e ritiro, con  la possibilità di ritardi di sviluppo. Un apporto calorico insufficiente può aggravare

   queste condizioni e contribuire alle difficoltà di alimentazione.

-  La malnutrizione può essere letale.

–  l'abbandono, il maltrattamento dei genitori o la psicopatologia degli stessi.

– Difficoltà di neuroregolazione (ad es. ritmo sonno-veglia).

 

Esordio e prognosi

 

L’età d’esordio è in genere nel primo anno di vita, ma anche nei bambini di 2-3 anni; nel caso di bambini d i 2-3 anni c’è un minore livello di ritardo dello sviluppo e di malnutrizione anche se comunque vi è un ritardo della crescita. Riguarda sia i maschi che le femmine.

Nella maggioranza dei casi la crescita migliora dopo periodi variabili di tempo.

 

 

  • ANORESSIA DEL SECONDO TRIMESTRE (ANORESSIA TIPICA): 5-8 mesi

 

 Tale disturbo esordisce in modo improvviso oppure progressivo tra i 5 e gli 8 mesi, a volte in coincidenza con un cambiamento dell’alimentazione, come lo svezzamento (anoressia dello svezzamento).

In genere si tratta di neonati vivaci, svegli e curiosi. Viene fatta la distinzione tra anoressia semplice e anoressia mentale grave.

L’anoressia semplice è un’alterazione dell’alimentazione momentanea, che rappresenta spesso una reazione allo svezzamento, ad una malattia, o ad un cambiamento di vita etc.

Spesso il disturbo è aggravato dal comportamento inadeguato della madre che  interpreta il rifiuto del cibo da parte del figlio come un rifiuto personale e quindi con sentimenti di angoscia che la spingono a forzarlo a mangiare. A tal proposito a volte basta suggerire alla madre il comportamento da adottare per far scomparire il disturbo. Se invece la madre continua ad attuare un comportamento inadeguato, può instaurarsi una cronicizzazione di tale disturbo che può evolvere in un’anoressia mentale grave. In questo caso il bambino di fronte al cibo manifesta disinteresse o opposizione, diventa magro e pallido, tanto da far pensare ad altre malattie somatiche (inesistenti).

Nel caso dell’anoressia mentale grave è necessaria una psicoterapia della coppia madre-bambino che tenda a diminuire l’angoscia della madre, in molti casi legata anche a conflitti interiori non risolti.

   

  • ANORESSIA DELLA SECONDA INFANZIA

 

 Di solito segue la forma tipica e si manifesta con una forte opposizione verso il cibo e frequenti capricci alimentari, come avversioni verso specifici cibi, ruminazione del cibo rifiuto di mangiare e vomito.

    



 


 
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