Disturbi Comportamento Alimentare .it

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Il trattamento della Bulimia
Scritto da Dr. Loredana Scalini Mostra tutti gli articoli di questo autore.
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Il trattamento della Bulimia

 

I disturbi del comportamento alimentare rappresentano delle problematiche molto complesse, in quanto caratterizzate da aspetti clinici riguardanti diverse aree, come quella psicologica, nutritiva, organica, sociale, familiare strettamente correlati tra loro. Inoltre molto complessi sono anche i fattori che causano o innescano i disturbi alimentari.

Dunque di fronte a tale complessità, l’approccio terapeutico più utile risulta essere un approccio multidimensionale e integrato, che cioè coinvolga professionalità e competenze differenti adatte ad affrontare ogni aspetto del disturbo.

Quindi è importante coinvolgere il medico, il nutrizionista, lo psicologo, e in alcuni casi il terapeuta familiare.

 

Per quanto riguarda l’intervento psicologico, l’intervento sistemico o familiare è risultato efficace nei pazienti più giovani, anche se il coinvolgimento della famiglia, specie se è invischiata nel sintomo del paziente, può sempre essere utile.

Spesso si può ricorrere a interventi psicoeducativi e informativi, che suggeriscano ai familiari il significato dei sintomi e di certe dinamiche in atto, e il modo di affrontarle cercando di evitare errori che possano peggiorare la situazione.

 

La terapia psicodinamica si concentra sull’analisi dei conflitti intrapsichici e relazionali e sul loro significato simbolico. E’ utile nel caso in cui la bulimia sia solo un sintomo di un disturbo sottostante più importante, come può essere la depressione.

 

Nel caso della Bulimia si è rivelata molto efficace la terapia cognitivo-comportamentale, che si focalizza sulle mancanze di questi pazienti, ad esempio l’incapacità di riconoscere le proprie emozioni, la mancanza di autonomia e di consapevolezza di sé, l’isolamento, il senso di insoddisfazione. L’obiettivo in questo caso è cercare di ridurre le preoccupazioni e le convinzioni disfunzionali riguardanti il peso e le forme corporee, attraverso l’uso di esercizi comportamentali e tecniche di ristrutturazione cognitiva.

 

In tutti i casi è importante che la paziente diventi consapevole del proprio disturbo e trovi la motivazione necessaria per farsi aiutare.

 


 
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