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Bulimia Nervosa
Scritto da Dr. Loredana Scalini Mostra tutti gli articoli di questo autore.
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BULIMIA NERVOSA


La Bulimia è un disturbo del comportamento alimentare, le cui radici si ritrovano ai tempi dell'impero romano, quando i romani erano soliti mangiare fino a scoppiare e poi vomitare, più per un'usanza legata all'opulenza dell'epoca che altro.

Questa patologia viene da molti considerata come l’altra faccia dell’Anoressia, tanto che spesso i due disturbi si intrecciano, oppure uno segue l’altro (spesso Bulimia dopo Anoressia).

Il termine "bulimia" deriva dal greco bous che significa "bue" e limos "fame", quindi letteralmente "fame da bue".

 

Sintomi della Bulimia

Secondo il DSM-IV-TR i sintomi necessari per la diagnosi di Bulimia Nervosa sono i seguenti:

 

-Presenza di abbuffate.

Per abbuffata (o crisi bulimica) si intende:

mangiare in un periodo di tempo limitato (di solito meno di due ore), una quantità di cibo molto maggiore  rispetto a ciò che la maggioranza degli individui mangerebbe nello stesso periodo di tempo.

L’abbuffata può anche iniziare in un luogo (ristorante) e continuare in un altro (a casa).
Inoltre è presente la sensazione di perdere il controllo durante l'abbuffata, rispetto alla quantità di cibo ingerito, rispetto a cosa si sta mangiando e per quanto tempo.

-Successivamente all’abbuffata, l’individuo cerca di  compensare l'aumento di peso, ad esempio con vomito autoindotto, abuso di lassativi, diuretici, o altri farmaci, digiuno o attività fisica eccessiva.

-Le abbuffate e i tentativi compensatori si verificano almeno due volte alla settimana, per almeno tre mesi.

- I livelli di autostima sono strettamente legati alla forma e al peso corporei (sintomo questo in comune con l’anoressia); è presente una estrema paura di ingrassare e il desiderio di dimagrire, uniti a un’insoddisfazione verso il proprio corpo:

Questi pazienti (in genere donne) non si piacciono, in particolare pensano di essere grassi nel complesso oppure di avere delle parti del corpo esagerate (pancia, glutei, gambe ecc) anche se sono normopeso.

 

Esistono 2 sottotipi di Bulimia:


Con Condotte di Eliminazione: l’individuo ricorre spesso al vomito autoindotto o fa abuso di lassativi, diuretici o enteroclismi.


Senza Condotte di Eliminazione: l’individuo utilizza spesso condotte di compensazione, come digiuno o attività fisica esagerata ma non quelle descritte in precedenza (vomito autoindotto o abuso di lassativi, diuretici o enteroclismi).



Condotte di eliminazione


Molte persone con bulimia mettono in atto diversi comportamenti finalizzati a eliminare  o compensare gli effetti dell'abbuffata; quello più usato è l'autoinduzione del vomito (80-90% dei casi).


Il vomito riduce il malessere fisico associato al senso di pienezza, e soprattutto la paura di ingrassare. Altri metodi sono l'uso di lassativi (1/3 dei casi) e diuretici, oppure il digiuno nei giorni successivi all’abbuffata o l’attività fisica intensa (l'attività fisica si considera eccessiva quando interferisce con altre importanti attività quotidiane, se viene praticata in orari o luoghi inusuali, o  nonostante le condizioni fisiche precarie). Alcuni individui usano poi ormoni tiroidei per aumentare il metabolismo cellulare (e bruciare più energia).

 

C’è da considerare che tutti questi metodi hanno forti effetti collaterali, alcuni molto nocivi.

Persino il vomito, da molti considerato innocuo e usato molto spesso, può provocare complicanze, ad esempio:

  • lo sviluppo di alcalosi metaboliche (bassi livelli di cloro e potassio nel sangue e alti livelli di bicarbonato) provoca spasmi muscolari;
  • altre anomalie renali ed elettrolitiche come ipomagnesiemia (bassa concentrazione di magnesio nel sangue);
  • a livello gastrointestinale il vomito frequente può produrre ipertrofia (rigonfiamento) delle ghiandole salivari e problemi esofagei causati dal succo gastrico acido che provoca infiammazioni alla mucosa esofagea e ai denti.

 

Anche i lassativi e i diuretici provocano complicanze renali legate a sistemi messi in atto dall’organismo per conservare i fluidi corporei. La complicanza più grave è l’ipopotassiemia, conseguente a tutti i metodi citati (vomito, lassativi e diuretici) che può provocare aritmie cardiache.

 

Manifestazioni associate alla bulimia per il DSM-IV:

 

La maggioranza dei pazienti con bulimia hanno un peso normale; solo alcuni sono in sovrappeso o sottopeso. Raramente il disturbo è associato a obesità, tuttavia nella storia di questi pazienti si ritrova spesso sovrappeso. Nel periodo tra le abbuffate questi individui in genere fanno delle diete piuttosto restrittive, scegliendo rigorosamente cibi ipocalorici e cercando di evitare quelli che potrebbero innescare una crisi bulimica.

 

 

Decorso

Non sono disponibili dati riguardanti il decorso della Bulimia Nervosa, l’osservazione clinica riporta sia casi in cui il disturbo è cronico,  che casi in cui si alternano fasi di presenza e assenza per molti anni. Il motivo principale di ciò può risiedere nel fatto che molti di questi pazienti non giungono alla valutazione di un esperto, anche perché avendo un peso normale non ritengono di aver bisogno di aiuto e pensano di poter gestire il problema da soli.

 

Familiarità

Nei familiari di primo grado di individui con Bulimia Nervosa è stata osservata una predisposizione a Bulimia, Disturbi dell’Umore, Abuso o Dipendenza da sostanze. Inoltre  è presente una tendenza all'obesità.

 

Storia ed Epidemiologia

La Bulimia, un disturbo sconosciuto fino agli anni Settanta, ha avuto un incredibile incremento negli anni Ottanta, tanto che alcuni autori ipotizzano che sia possibile che la Bulimia fosse presente anche precedentemente, ma che non fosse mai giunta all’osservazione clinica. C’è da considerare infatti che le persone con Bulimia si vergognano del loro disturbo, e soprattutto dei loro comportamenti sintomatici (abbuffate e vomito) per cui è possibile che preferissero non raccontare il loro malessere. Fu G.Russel nel 1979 a definire il disturbo con la sua denominazione attuale “bulimia nervosa”.

 

La Bulimia Nervosa riguarda una percentuale compresa all’incirca tra l’1-3% degli adolescenti e giovani adulti; il 90% dei casi sono femmine. Si è visto che negli anni Ottanta il disturbo era molto presente soprattutto nei campus universitari, da dove poi si è diffuso anche in altri ambienti. Il disturbo sembra dunque essere legato a dinamiche culturali, in particolare al tema dell’emancipazione femminile.

 

In realtà si stima che i casi subclinici di bulimia, cioè quelli che non soddisfano pienamente i criteri per la diagnosi categoriale rappresentino una percentuale molto più alta dei casi dichiarati. A questi si aggiungono i casi di Disturbo dell’Alimentazione non altrimenti specificato, in cui l'individuo mostra sintomi di più disturbi del comportamento alimentare, ma non sufficienti per la diagnosi di uno in particolare.

 

Nei maschi con bulimia è più frequente la presenza di obesità precedentemente al disturbo. I dati, riportati dal DSM, si riferiscono soprattutto a individui di razza bianca dei seguenti paesi: Europa, USA, Canada, Nuova Zelanda, Australia, Giappone. In paesi in cui precedentemente era assente, come in Cina, il disturbo sta cominciando a comparire in seguito al fenomeno della globalizzazione, che determina una diffusione dei valori alla base della cultura prevalente (quella occidentale).

 

Rispetto alla Bulimia, nell'Anoressia Nervosa (Con Abbuffate/Condotte di Eliminazione) le abbuffate si verificano soltanto durante gli episodi di Anoressia. Se invece le abbuffate si manifestano anche quando l'anoressia è in fase di remissione, cioè non sono presenti i sintomi, la diagnosi può essere sia di Anoressia Nervosa in remissione parziale che di Bulimia Nervosa.


 
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