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Anoressia Nervosa
Scritto da Dr. Loredana Scalini Mostra tutti gli articoli di questo autore.
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ANORESSIA NERVOSA

Etimologia

 

Il termine Anoressia deriva dal greco anorexia composto da an” = senza e “òrexis”= appetito: Senza appetito.

In realtà le pazienti con Anoressia hanno un forte appetito che cercano disperatamente di controllare, specie all’inizio del disturbo. L’etimologia deriva dall’osservazione dei primi casi, verso la fine dell’Ottocento, cioè di ragazze adolescenti che si inducevano volontariamente la fame.

 

L'Anoressia nervosa si diffuse nella seconda metà del Novecento, tanto che alcuni autori la considerano, al pari dell’isteria, un disturbo “etnico”, cioè culturalmente determinato. Un precedente dell’anoressia si può ritrovare in certe pratiche medioevali riguardanti donne che si autoimponevano il digiuno per motivi religiosi (sacrificio) che qualcuno ha definito “sante anoressiche”. Il tema del “sacrificio” si ritrova tutt’ora in questo disturbo ed è estremamente legato a dinamiche narcisistiche, cioè riguardanti l’autostima personale.

 

Oggi l'anoressia nervosa è molto più diffusa nei paesi industrializzati dove, oltre ad esservi una maggiore disponibilità di cibo, la magrezza è vista come caratteristica vincente.

Gli immigrati da culture in cui la frequenza di tale disturbo è bassa, possono sviluppare anoressia nervosa mano a mano che interiorizzano il valore della magrezza.

 

EPIDEMILOGIA

L’anoressia colpisce tra il 90% e il 97% dei casi, adolescenti di sesso femminile; il picco viene raggiunto tra i 15-16 anni e i 18-19 anni, anche se recentemente è stato notato un abbassamento dell’età d’insorgenza, interessando anche bambine al di sotto dei 12-13 anni. L'Anoressia riguarda lo 0.5% circa dell’intera popolazione femminile e colpisce maggiormente ragazze appartenenti alla classe socio-economica media e agiata. Raramente l’esordio avviene oltre i 40 anni.

 

I SINTOMI DEL'ANORESSIA

Secondo il DSM-IV-TR i sintomi dell'Anoressia Nervosa sono:

 

-Rifiuto di mantenere il peso corporeo al di sopra o al minimo previsto per l'età e la statura (ad esempio al di sotto dell'85% del peso corrispondente alla “norma” per quell’età).


-Paura eccessiva di acquistare peso o di diventare grassi, anche quando si è sottopeso.

-Cambiamento del modo di considerare il peso o la forma del corpo, oppure influenza del peso e della forma del corpo sui livelli di autostima, o mancanza della consapevolezza della gravità della propria magrezza.


-Nelle femmine dopo la prima mestruazione, presenza di amenorrea, cioè assenza di almeno 3 cicli mestruali consecutivi.

 

Per il DSM esistono 2 Sottotipi di Anoressia:

 

Con Restrizioni: se l’individuo non presenta regolarmente abbuffate o condotte di eliminazione (per es. vomito autoindotto, uso inappropriato di lassativi, diuretici o enteroclismi).


Con Abbuffate/Condotte di Eliminazione: l’individuo presenta regolarmente abbuffate o condotte di eliminazione (per es. vomito autoindotto, uso inappropriato di lassativi, diuretici o enteroclismi). Inoltre in questo caso ci sono maggior frequenza problemi di controllo degli impulsi, abuso di sostanze, labilità emotiva ed una maggiore attività sessuale.



Questi pazienti spesso utilizzano varie tecniche per valutare dimensioni e peso corporei, come pesarsi di continuo, misurarsi con il metro o controllare allo specchio le parti percepite come grasse. I livelli di autostima sono fortemente influenzati dalla forma fisica e dal peso corporeo. Per quanto alcuni individui con questo disturbo possano rendersi conto della propria magrezza, generalmente i pazienti negano le gravi conseguenze di essa sul proprio stato di salute.

 

L'amenorrea rappresenta la spia di una disfunzione endocrina consistente in una diminuzione della secrezione ipofisaria di FSH (ormone follicolo stimolante) e di LH (ormone luteinizzante) con conseguente riduzione di estrogeni circolanti.

 

EVOLUZIONE - PROGNOSI

L’evoluzione dell’anoressia è strettamente legata all’evoluzione della struttura psicopatologica sottostante al disturbo.

 

Per quanto riguarda la prognosi dell'anoressia, essa sembra essere più favorevole quando l’età di esordio del disturbo si colloca nella prima adolescenza (13-18 anni), invece risulta più grave quando l'anoressia esordisce in età prepuberale. Negli ultimi anni sembra esserci stato un incremento di incidenza di anoressia nervosa.

 

Si distinguono tre forme di anoressia:

 

–        Forme minori: sono assai frequenti, esordiscono verso i 14 anni e si risolvono nell’arco di qualche mese sia spontaneamente che in seguito a modifiche del comportamento dei familiari (spesso per l’intervento di uno psicologo).

 

–        Forme gravi e cachetizzanti: è presente un grave deperimento fisico o cachessia che conduce a ripetute ospedalizzazioni in terapia intensiva e, in circa il 6% dei casi, può anche condurre alla morte; quest’ultima è causata per metà dall’eccessivo deperimento fisico o per l’insorgenza di una malattia che fa precipitare le condizioni dell'adolescente, e per metà dal suicidio.

 

–        Forme intermedie: in cui si alternano episodi anoressici e periodi caratterizzati da aumenti di peso dovuti alle ospedalizzazioni o alle crisi bulimiche. Da alcuni studi risulta che il 50% delle anoressiche guariscono in un arco di tempo medio di 11 anni; nel 70% dei casi le mestruazioni ricompaiono circa 12-18 mesi dopo il primo episodio; nell'80% dei casi il peso e le condotte alimentari si stabilizzano intorno ad una relativa normalità. In altri casi, il  disturbo si cronicizza e l’anoressica alterna fasi anoressiche a periodi bulimici, con la comparsa di vari disturbi mentali: episodi depressivi a volte con tentativo di suicidio e suicidio, fobia sociale, ipocondria e tossicomania.

Per quanto riguarda la vita sociale, in alcuni casi è intensa e in altri limitata e caratterizzata da un forte conformismo; nel 60% dei casi le pazienti con anoressia si sposano e molte di loro hanno figli.

 

Fattori di prognosi negativa per l'anoressia sono: una pubertà precoce, obesità nell’infanzia e nella preadolescenza, disturbi nell’allattamento al seno, cambiamenti frequenti del luogo di ospedalizzazione e i ripetuti tentativi di obbligare a mangiare.

 

Familiarità

 

I familiari di primo grado di individui con anoressia mentale, secondo il DSM, hanno un maggiore rischio di sviluppare il disturbo; inoltre i familiari di questi individui hanno con maggior frequenza disturbi dell'umore; infine nei gemelli omozigoti vi è una maggiore frequenza rispetto ai gemelli dizigoti.

 

ANORESSIA PREPUBERE

L’anoressia prepubere colpisce il 5-10% dei casi di anoressia; in genere è associata a disturbi della personalità gravi come psicosi e narcisismo patologico; anche le interazioni familiari sembrano essere gravemente compromesse. La scarsa alimentazione in questa fase di sviluppo inoltre è causa di un arresto della crescita che, anche se non completamente, è reversibile (si rimane bassi).

 

DIAGNOSI PSICHIATRICA

Nella diagnosi di anoressia, secondo Bruch, è necessario distinguere l’anoressia mentale dalle restrizioni alimentari tipiche di alcune psicosi, in cui il cibo diventa oggetto di deliri. Concordiamo con la tesi secondo cui l’anoressia costituisce un sintomo che è collegato a disturbi mentali specifici, come le psicosi maniaco-depressive, la schizofrenia e vari tipi di nevrosi, come quella ossessivo-compulsiva e quella narcisistica. Secondo altri autori invece l’anoressia è un insieme di sintomi che possono presentarsi in associazione ai diversi disturbi mentali e che spesso si collocano nell’ambito della sindrome borderline, della depressione unipolare e bipolare e delle condotte di dipendenza.

 

I pazienti con Anoressia Nervosa con Abbuffate/Condotte di eliminazione si distinguono da quelli con Bulimia Nervosa in quanto mantengono un  peso corporeo uguale o maggiore a quello minimo normale.

 

 


 
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