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Diete dimagranti
Scritto da Dr. Loredana Scalini Mostra tutti gli articoli di questo autore.
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DIETE DIMAGRANTI

 

Che cosa succede nel nostro corpo quando si fa una dieta dimagrante?

Le cellule del corpo sono abituate ad utilizzare l’energia disponibile in un determinato modo in relazione alla quantità di cibo normalmente assunto.

Il corpo risponde a riduzioni o eccessi delle risorse energetiche regolando l’efficienza con cui sfrutta l’energia a sua disposizione. Ad esempio nel caso di diete sia iper che ipocaloriche, cioè per ingrassare o per dimagrire, se esse vengono seguite rigorosamente e per un periodo sufficientemente lungo (50 settimane) si raggiunge un nuovo equilibrio in cui l’energia viene sfruttata in modo diverso.

 

Ad esempio nel caso di una dieta dimagrante, ipocalorica, diminuendo la quantità di cibo per un lungo periodo, inizialmente si ha un brusco calo del peso, a causa della perdita di grassi utilizzati per mantenere lo stesso regime di consumo energetico. Tuttavia successivamente si ha una perdita di peso sempre minore, sino a raggiungere un certo valore che poi, con quella dieta, rimane costante (non si dimagrisce più). Ciò può essere spiegato con il fatto che all’inizio della dieta si ha un improvviso calo di apporto energetico all’organismo, il quale tuttavia continua ad utilizzare l’energia come al solito con conseguente brusca diminuzione di peso. Successivamente il corpo regola l’efficienza con cui sfrutta l’energia su valori più alti, cioè le cellule sfruttano in modo sempre più efficiente tutta l’energia di cui dispongono.

Dunque in qualche modo il corpo “impara” ad utilizzare l’energia disponibile in modo più efficiente, senza sprechi, per adeguarsi al nuovo apporto energetico.

E’chiaro che il grasso perduto non viene più riacquistato, a meno che non si aumenti l’apporto calorico per oltre 59 settimane.

 

E’stato dimostrato che gli animali con poco o nessun grasso corporeo sono dei “risparmiatori di energia”, mentre gli animali con più grasso usano l’energia in modo meno efficiente.

Infatti da alcuni studi è emerso che quanto più gli animali aumentano di peso, tanto maggiore è l’energia dispersa generando calore in eccesso. Questa termogenesi alimentare serve a controbilanciare ulteriori aumenti di peso (ciò che avviene nelle diete ipercaloriche).

 

In un esperimento si è visto che la dispersione di calore di ratti resi obesi è del 45% più alta rispetto ai controlli. Essi inoltre posseggono il doppio del grasso bruno rispetto ai controlli.

Il grasso bruno è il principale tessuto non muscolare in grado di generare calore.


 
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